sabato 4 settembre 2010

CI TRASFERIAMO SU spesacritica.com!!!

Salve cari lettori, scrivo questo post per rendervi partecipi del nuovo progetto che riguarda questo blog.
Ho creato questo spazio per tutte le persone che, come me, vogliono saperne di più dei prodotti che usiamo tutti i giorni e che spesso crediamo di conoscere, scoprendo invece, con una analisi più approfondita, che possono ad esempio contenere ingredienti dannosi sia per l'uomo che per l'ambiente che ci circonda o che vengono presentati in modo ingannevole rispetto al loro effetivo valore ecc..

Ho deciso di ampliare il piccolo mondo di "Spesa Intelligente" spostandolo su una piattaforma più grande in modo che i suoi contenuti siano visibili e raggiungibili più facilmente.
Il blog è piaciuto a tante persone per i suoi contenuti, e sono grata a tutti i lettori che hanno letto i miei post, a coloro che hanno lasciato la loro opinione, i suggerimenti e anche qualche critica sugli argomenti trattati, tutte cose indispensabili per la crescita e il miglioramento del blog stesso!

Il Blog Spesa Intelligente rimarrà visibile ancora per qualche giorno, dopodichè verrà effettuato il redirect automatico verso il nuovo sito! Vi invito quindi a "dirottare" le vostre visite sul mio nuovo sito "Spesa Critica", che contiene tutti i post finora pubblicati sul precedente blog e che andrà avanti con tante nuove notizie e novità assolute!
Naturalmente avrò bisogno delle vostre opinioni poichè con i vostri consigli si può modificare e migliorare fin da subito visto questo nuovo progetto.

Troverete il nuovo link per iscrivervi ai feed nella home page di spesacritica.com: chi era iscritto ai feed del precedente blog verrà indirizzato in automatico al nuovo link dei feed senza dover effettuare una nuova iscrizione!

Un grazie enorme a chi continuerà a seguire il mio blog e a tutti i nuovi lettori che ne faranno presto parte!

Un caro saluto,
Marcella!
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venerdì 2 luglio 2010

Mobilitazione di protesta per il caso "HALAL ITALIA"

Cari lettori, scrivo questo articolo per esprimere tutta la mia indignazione riguardo ad un fatto di cui si è parlato, secondo me, mooolto poco. Questo blog non vuole essere luogo di discussioni politiche poichè tratta di tutt'altro, ma in questo caso non si può rimanerne fuori.

Grazie all'impegno e alla dedizione in questo campo dell'amico facebookiano Max Inturri, autore della protesta alla quale anche io aderisco, sono venuta a conoscenza del nuovo progetto tutto made in Italy "Halal Italia", riguardante la creazione di un marchio a garanzia di prodotti made in Italy realizzati in conformità con i precetti della religione islamica nei settori alimentare, cosmetico e in quello farmaceutico.

Cos'è e cosa prevede la filosofia HALAL?
Per coloro che aderiscono a questa filosofia religiosa, affinchè la carne possa risultare commestibile e Halal (lecita), l'uccisione degli animali da macello deve avvenire senza preventivo stordimento, cioè devono essere totalmente coscienti al momento dell'uccisione. Una barbaria assurda nonchè inutile ed inspiegabile, molto lontana da quella che è la tradizione italiana.
Cito da wikipedia: "L'uccisione deve avvenire recidendo la trachea e l'esofago: i principali vasi sanguigni verranno recisi di conseguenza. La colonna vertebrale non deve invece essere recisa: la testa dell'animale non deve essere staccata durante l'uccisione.
L'uccisione deve essere fatta in una sola volta: il movimento di taglio deve essere continuo e cessa quando il coltello viene sollevato dall'animale. Non è permesso un altro taglio: un secondo atto di uccisione sull'animale ferito rende la carcassa non halal." (fine citazione)

I ministri che hanno firmato la convenzione interministeriale di sostegno al progetto, ossia il ministro degli Esteri Franco Frattini, quello della Salute Ferruccio Fazio insieme al ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan, cercano di incentrare l'attenzione sulla "mano tesa agli amici cittadini musulmani in Italia" convinti che passi in secondo piano quello che è il vero motivo della manovra: un giro d'affari di 5 miliardi di euro l'anno solo in Italia, e di 500 miliardi in tutto il mondo: le mire sull'export di questi nuovi prodotti made in Italy for Islam sono immense.


Lo scopo di questo articolo non è quello di fare o suscitare polemiche scontate, ma piuttosto di incentivare la mobilitazione proposta da Max Inturri con la sua protesta. Per aderire all'iniziativa è necessario inviare una e-mail di protesta secondo il modello che trovate già pronto nel link soprastante, che vi fornirà tutte le informazioni di cui avete bisogno. Partecipate numerosi alla protesta, e vi prego di far girare unicamente questa nota.
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domenica 27 giugno 2010

AGGIORNAMENTI SUL CASO "MOZZARELLE BLU" SECONDA PARTE

Cari lettori, scrivo un'altro post sul caso "Mozzarelle blu" per aggiornavi su quanto c'è di nuovo. Se avete bisogno di un quadro generale andate a rileggere i miei precedenti post sul caso:
E' stato detto più volte che la sostanza (Piocianina) prodotta dal batterio Pseudomonas fluorescens, responsabile della colorazione blu delle mozzarelle, non sia tossica, ma questa affermazione potrebbe essere presto smentita invece da un primo caso di intossicazione post-ingerimento di mozzarella blu.

Il malcapitato, un signore padovano di 32 anni, ha acquistato una confezione di mozzarelle multipla (di una delle 6 marche incriminate tutte prodotte da Milchwerk Jaeger Gmbh & Co.) contenente 2 pezzi: dopo aver mangiato una delle due mozzarelle ha risposto la rimanente nel frigorifero avvolgendola nel cellophane e, ha detta sua, il giorno dopo era diventata blu. Racconta che anche per ripulire il piattino dalle tracce blu ha dovuto faticare parecchio.
Il signore ha riportato un'infiammazione delle labbra e delle gengive con relativo sanguinamento: è da chiarire, attraverso degli esami specifici, se vi sia correlazione tra le due cose. L'accaduto risale a circa 2 settimane fa, ancor prima che il caso divenisse di interesse nazionale.

In teoria i prodotti incriminati sono stati ritirati dal mercato, ma se per caso siete in possesso di tale merce potete ottenere un rimborso o un buono spesa dello stesso valore presso il punto vendita dove l'avete acquistato: le catene interessate allo "scandalo" si sono rese disponibili (chi con più cavilli e chi con meno) al rimborso o al rilascio di un buono spesa verso i clienti, a condizione che si porti indietro il prodotto e che si presenti lo scontrino per accertarne l'effettivo acquisto.

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sabato 26 giugno 2010

Shampoo Sensitive all'aloe vera 30% - CIEN MED (Lidl)

Oggi voglio parlare di un prodotto che ho acquistato recentemente, poichè a causa di una dermatite del cuoio capelluto (regalatami da uno shampoo di una nota marca), avevo bisogno di un prodotto delicato e lenitivo: tutto questo l'ho trovato nello shampoo Sensitive all'aloe vera della linea "Cien med", in vendita al Lidl.
Questo shampoo contiene un concentrato in gel equivalente al 30% di aloe vera puro: le proprietà curative di questa pianta sono molteplici e devo dire che mi ci sono trovata proprio bene.
Dopo lo shampoo i miei capelli risultano lucidi, leggeri e voluminosi anche se devo ammettere che avrei avuto parecchia difficoltà nel pettinarli se non avessi usato il balsamo (anch'esso all'aloe vera, stessa linea Cien med ) che li ha totalmente districati. La sua azione lenitiva ha fatto calmare la sensazione di prurito e di bruciore dovuta all'irritazione del cuoio capelluto, un bel sollievo quindi. La sensazione di sollievo si avverte fin dai primi lavaggi e con un uso costante si migliora sempre più.
Inoltre ha una piacevole profumazione che sa di fresco.

Sia chiaro che la mia intenzione non è quella di spingervi a sostituire questo shampoo ad una cura specifica in caso di dermatite!

Vediamone meglio le caratteristiche:
  1. in verde sono evidenziati gli ingredienti "Innocui", in giallo quelli "Al limite", in rosso normale quelli "Sconsigliati" e in rosso grassetto quelli "Assolutamente Sconsigliati" (poichè dannosi per la salute)*:
  2. gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di percentuale di concentrazione, di conseguenza il primo ingrediente sarà presente nel prodotto in percentuale maggiore rispetto al secondo, il secondo in percentuale maggiore del terzo e così via..;
  3. il primo nome è quello relativo all'INCI europeo, l'eventuale secondo nome tra parentesi indica il nome dell'INCI negli USA.
  • Ingredienti: Aqua, Sodium Laureth Sulfate, Aloe Barbadensis Leaf Juice, Cocamidopropyl Betaine, Sodium Chloride, Glycerin, Parfum, Sodium Benzoate, Citric Acid, Cocoglucoside, Glyceryl Oleate, Polyquaternium 10, Potassium Sorbate, Panthenol.
  • Distribuito da: Lidl Stiftung & Co. KG, Stiftsbergstr. 1, D-73167 Nackarsulm.
  • Prezzo: circa 1,99 € per una confezione da 250 ml.
  • Altre informazioni: Indicato per l'uso quotidiano; Applicare sui capelli bagnati, massaggiare lasciando agire qualche minuto, quindi sciaquare bene.
Sodium Laureth Sulfate: è un tensioattivo anionico (libera cariche negative) considerato dagli esperti un pò troppo aggressivo nella sua azione contro lo sporco, ma poichè nel prodotto è presente un tensioattivo anfotero (libera entrambe le cariche), la sua azione aggressiva e delipidificante viene di molto addolcita: sto parlando del Cocamidopropyl Betaine.

Cocamidopropyl Betaine: è un tensioattivo anfotero di origine vegetale che fa parte della classe delle Betaine: spesso ha la funzione di andare a limitare l'aggressività di alcuni tensioattivi anionici. Nonostante sia di origine vegetale, sembra essere ittiotossico, poco biodegradabile, ecco il perchè del bollino giallo e non verde.

Polyquaternium 10: non prendetemi per pazza se notate che il biodizionario di Fabrizio Zago lo segna con un bollino rosso! Viene classificato come rosso perchè è inquinante per l'ambiente. Inoltre molte persone sono convinte che sia un silicone ma non lo è affatto!

Questo shampoo non contiene siliconi ne molte delle schifezze che invece ci sono nei prodotti commerciali di largo consumo. La mia esperienza con questo prodotto è sicuramente positiva e lo acquisterò nuovamente, anche se è stato messo in commercio in una edizione limitata purtroppo.

*= fonte CosmeticsDatabase.com
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venerdì 25 giugno 2010

Farina di grano tenero tipo 00 "TRE MULINI"

Oggi voglio parlarvi di uno dei prodotti che acquisto spesso all'Eurospin e che mi ha davvero soddisfatta: la farina tipo 00 "TRE MULINI". E' un prodotto molto valido e universale nell'uso: va bene sia per stendere la pasta della pizza che per fare torte, anche se la linea di farine Tre Mulini prevede dei prodotti specifici sia per pizza che per dolci. Diciamo che questo è un buon compromesso che non può mancare nella nostra dispensa! Oltrettutto ha un prezzo davvero conveniente: soltanto 29 centesimi (di euro) per una confezione da un kg!

Ho notato che a seconda della zona di distribuzione la farina viene prodotta in stabilimenti diversi: io sono di Cagliari e la farina Tre Mulini che acquisto all'Eurospin viene prodotta in uno stabilimento di Oristano che altri non è che il Pastificio F.lli Cellino - Pasta di Sardegna. Questa azienda è presente con i suoi prodotti in quasi tutti i liberi esercizi dell'isola, nonchè in numerose catene di ipermercati e in alcune regioni nel resto d'Italia; ha una buona distribuzione anche in Germania, e qualche collegamento anche in Francia e Sud-Africa.
Vediamo meglio qualche caratteristica di questo prodotto:
  • Ingredienti: farina di grano tenero tipo 00;
  • Prodotto e confezionato per: Eurospin Italia S.p.A. Via Campalto, 3/d 37036 S. Martino B.A. (VR) - Italia nello stabilimento di Santa Giusta Loc. Cirras (Pastificio F.lli Cellino) - Oristano (OR) - Italia.
  • Prezzo: 0,29€ per una confezione da un kg
  • Altre informazioni: Umidità massima 15,50%; Conservare in luogo fresco e asciutto; nella confezione vi è un'utile ricetta per realizzare dei buonissimi piatti! Nella mia confezione c'è la ricetta della "Torta Pasqualina"!
Straconsiglio questo prodotto! Se nella vostra regione viene prodotto in un'altro stabilimento fattemelo saperem, così possiamo stilare una lista con gli stabilimenti di tutta Italia!

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mercoledì 23 giugno 2010

AGGIORNAMENTI SUL CASO "MOZZARELLE BLU" PRIMA PARTE

Ecco qualche aggiornamento al POST che ho pubblicato sul blog qualche giorno fa per raccontarvi i dettagli dell'accaduto sul caso "Mozzarelle blu".

Le marche coinvolte sono 6, e non soltanto 3 come detto in principio e sono:
  • Land - venduta da Eurospin;
  • Lovilio - venduta da Lidl;
  • Malga Paradiso - venduta da MD discount;
  • Fattorie Torresina - venduta da Todis;
  • Monteverdi - venduta da Fortè;
  • Mozzarella LD - venduta da LD discount.
Tutte le mozzarelle, a prescindere dalle 6 marche diverse, vengono prodotte dalla Milchwerk Jaeger Gmbh & Co (nello stabilimento di Hauptstrasse 38 D-83527 Haag i. OB), una azienda tedesca ora al centro delle polemiche. Per alcuni prodotti non è obbligatorio apporvi la provenienza delle materie prime ma almeno vi è un codice di identificazione apposito riportato sulla confezione che, in questo caso, è "DE-BY106-EG". Quindi dato uno sguardo al prodotto prima di acquistarlo, e se leggete questo codice allora lasciatelo stare (almeno per il momento) e dirigetevi su un'altra scelta.

Il batterio pseudomonas fluorescens presente nel prodotto, e responsabile della colorazione blu, è risultato essere atossico, ma ovviamente sarebbe meglio non consumare il prodotto e segnalarlo anzi alla Asl di competenza del vostro territorio.
Si è scoperto inoltre che la merce incriminata era destinata al mercato italiano, sloveno ma anche a quello francese, russo e bielorusso. La quantità di prodotti ritirati dal mercato italiano ammonta finora ad oltre una tonnellata, per circa 70.000 pezzi.
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martedì 22 giugno 2010

Mozzarelle BLU: DISINFORMAZIONE DISINFORMATA

Avrete sentito tutti parlare dello scandalo "mozzarelle blu" divulgatosi in questi ultimi giorni, ossia il maxisequestro di 70.000 mozzarelle ritirate dal mercato dopo la denuncia di alcuni consumatori che si sono trovati davanti ad una storia davvero strana: all'apertura della confezione le mozzarelle sono diventate improvvisamente BLU per un effetto di ossidazione a contatto con l'ossigeno. La causa più probabile è la presenza di un batterio non tossico chiamato pseudomonas fluorescens.

Le mozzarelle incriminate vengono prodotte tutte dall'azienda tedesca "
Milchwerk Jaeger Gmbh & Co." (
Hauptstrasse 38 D-83527 Haag i. OB) in Germania e vengono distribuite in Italia sotto 3 diverse marche, vendute in 3 discounts, che sono:
  • Land - venduta da Eurospin;
  • Lovilio - venduta da Lidl;
  • Malga Paradiso - venduta da MD discount.
La cosa importante che voglio segnalare è che Land è semplicemente una private label (creata per catalogare latticini e derivati) della catena Eurospin, la quale non distribuisce soltanto prodotti della Milchwerk Jaeger Gmbh & Co, ma nella sua vasta gamma ne annovera molti interamente Italiani, come ad esempio gli yogurt che sono prodotti dalla "Trentina Latte", con latte proveniente da pascoli italiani del Trentino, le fettine di formaggio che vengono prodotte dall'azienda "Campo dei Fiori", entrambe sotto nome Land ma interamente italiane. Le stesse mozzarelle non arrivano esclusivamente dallo stabilimento tedesco incriminato, alcune (sempre marchiate Land), provengono dagli stabilimenti di Treviso, e di norma vengono distribuite nelle zone del sud Italia, mentre le tedesche venivano commercializzate specialmente al centro/nord.
Tra l'altro la stessa Eurospin, come altre catene discount, distribuisce anche l'ottima mozzarella di bufala Campana D.O.P. della I.L.C Mandara di Mondragone (CE), una delle principali aziende produttrici di prodotti a base di latte di bufala campana, ovviamente aderente all'omonimo consorzio.

Ciò significa che non bisogna creare allarmismo generale e inutile, castigando l'intero "marchio" (e di conseguenza la catena), ma piuttosto è fondamentale in questo momento prestare attenzione allo stabilimento di produzione del prodotto: purtroppo in Italia non è obbligatorio indicare la reale origine per i prodotti lattiero caseari ma lo è solo per il latte fresco, ma non per quello a lunga conservazione, per lo yogurt, i latticini o i formaggi.

Inoltre non mi è piaciuto affatto il metodo di gestione della faccenda da parte di molti utenti della rete: visto l'episodio non hanno perso tempo per denigrare il mondo dei discount e indurre così la gente a diffidare dall' acquistare mozzarelle piuttosto che prodotti provenienti dalla Germania o, ancora, dal comprare nei discount perchè ritenuti pericolosi per la salute". Non si può, e non si dovrebbe, fare di tutta l'erba un fascio!!!
Non dimentichiamoci che negli ultimi anni alcune note marche, che si fanno pagare 3 volte tanto, sono state oggetto di gravi scandali (anche in relazione a prodotti caseari), quindi cerchiamo di condannare nello stesso modo sia gli episodi che fanno capo alle grandi marche sia quelli dei discount. Acquistare dai discounts non significa automaticamente acquistare immondezza, sia chiaro! Gli episodi, ahimè, accadono anche nelle grandi marche e distribuzioni,
leggete bene le etichette e informatevi su chi e come produce, è l'unica arma che noi consumatori abbiamo per difenderci da chi truffa producendo e da chi lo fa (dis)informando.
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